Storia della Basilica di Santa Maria di Leuca

Il santuario di Leuca fu distrutto numerose volte, ma sempre riedificato al medesimo posto. La prima volta risale al tempo delle persecuzioni volute dagli imperatori romani contro i cristiani, la seconda al tempo delle terribili invasioni barbariche, la terza nel periodo Carolingio, la quarta nel 1480, in concomitanza con l’eccidio di Otranto, la quinta nel 1537 in un’altra incursione dei Turchi saraceni. Durante quest’ultimo saccheggio andò  distrutta la famosa tela della madonna col bambino dipinta da Giacomo Palma senior (1480-1528) pittore fiorentino discepolo del Tiziano.In una successiva fase di ricostruzione del santuario Giacomo Palma il Giovane (il nipote) dipinse una copia del quadro originario. Purtroppo anche questa seconda tela fu parzialmente distrutta il19 giugno 1624 data in cui la chiesa fu nuovamente incendiata e depredata e del quadro rimase solo la parte centrale raffigurante la madonna con il bambino, ed è quella che ancora oggi si può ammirare sull’altare maggiore. La chiesa subì l’ennesima incursione il 24 agosto del 1689. L’attuale chiesa si deve al vescovo Giovanni Giannelli che fu vescovo di Alessano dal 1718 al 1743: questi per difenderla dalle scorrerie dei pirati circondò la chiesa di ambienti “ad formam fortilitii” con torri e ponti levatoi e la nascose dietro una facciata imponente facendola passare per una fortezza a due piani sopraelevati con tre finestre per ciascun piano. I due speroni antistanti l’atrio sono sormontati da due statue e sul portone una spia architettonica che permetteva l’offensiva contro gli invasori con le armi del tempo: acqua e olio bollente.Il portale interno è del 1500.  Nel 1740,  dopo vent’anni di lavoro costante l’opera era finalmente compiuta.

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